{"id":272251,"date":"2026-01-21T12:31:30","date_gmt":"2026-01-21T11:31:30","guid":{"rendered":"https:\/\/nicepresse.com\/?p=272251"},"modified":"2026-06-27T22:34:53","modified_gmt":"2026-06-27T20:34:53","slug":"terremoto-della-cappella-del-principe-di-monaco-conoscete-bene-i-segreti-della-basilica-di-san-michele-arcangelo-di-mentone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.menton-presse.fr\/it\/loisirs-culture\/tremblement-de-terre-chapelle-du-prince-de-monaco-connaissez-vous-bien-les-secrets-de-la-basilique-saint-michel-archange-de-menton\/","title":{"rendered":"Terremoto, cappella del Principe di Monaco\u2026 Conosci bene i segreti della Basilica di San Michele Arcangelo di Mentone?"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Grande edificio del patrimonio mentonese costruito nel XVII secolo, la Basilica di San Michele Arcangelo occupa una posizione singolare nella storia urbana e religiosa della citt\u00e0. Diventata \u00abbasilica minore\u00bb nel 1999, conserva opere d'arte eccezionali e tracce rare della costruzione di una citt\u00e0 sotto l'influenza monegasca.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia inizia nel 1619, quando il principe di Monaco -mentre allora la principaut\u00e9 apparteneva alla contea di Mentone- decise di erigere una grande chiesa barocca. La prima pietra fu posta, ma il lavoro prosegu\u00ec per lungo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00ab Ci vorranno quasi vent\u2019anni di accumulazione di denaro per acquistare i materiali \u00bb<\/em><strong><em> <\/em>racconta a <em>Menton-Presse<\/em><\/strong><em> <\/em>David Rousseau, responsabile del patrimonio della citt\u00e0 del limone. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova chiesa sostituisce due edifici: un antico, situato all\u2019ingresso attuale, e un forte militare vicino. Entrambi sono stati abbattuti per lasciare spazio a un edificio in grado di ospitare una popolazione che, gi\u00e0, non riesce pi\u00f9 a stare dentro i muri del passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il grande salto demografico arriver\u00e0 pi\u00f9 tardi. Nel XIX secolo, Menton pass\u00f2 da circa 3.000 abitanti alla Rivoluzione a 15.000-20.000 alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, trainata dalla Belle \u00c9poque e dall\u2019afflusso di visitatori, come in tutta la Costa Azzurra. Ma Saint-Michel c\u2019\u00e8 gi\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 \u00ab basilica \u00bb? Una riconoscezione tardiva <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo titolo attuale \u00e8 recente: risale infatti al 1999. <em>\u00ab \u00c8 una riconoscimento: una basilica minore.\u00bb <\/em>Il Papa conferisce questo titolo a luoghi caratterizzati da una fervente devozione popolare, spesso legati ai pellegrinaggi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per molto tempo i Mentonnais hanno semplicemente detto \u00abChiesa di San Michele\u00bb. Il nome venne poi aggiunto, come una medaglia posata tardi su una spalla gi\u00e0 conosciuta da tutti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.menton-presse.fr\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Design-sans-titre-1120x630.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-272306\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il campanile della basilica \u00a9 Romain Boisaubert \/ Menton-Presse<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per secoli, <em>\u00ab Molti abitanti di Mentone erano sepolti nella basilica \u00bb.\u00bb<\/em> Quello che si trova sotto l\u2019edificio (l\u2019area dell\u2019antico forte di guardia militare) \u00e8 stato trasformato in un ossario. La sepoltura nella chiesa, pi\u00f9 vicina al sacro, rimane un segno sociale e religioso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa pratica si estinse con la creazione del grande cimitero di Vieux-Ch\u00e2teau nel XIX secolo. Esisteva anche un piccolo cimitero riservato in particolare agli stranieri e ai non cattolici: protestanti e ebrei. Ma in quell\u2019epoca erano pochi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il \u00abcapolavoro\u00bb della basilica e della cappella del principe<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019interno, Saint-Michel \u00e8 un vero e proprio museo. Molti dei dipinti risalgono al XVII secolo e provengono da una scuola locale. <em>\u00ab Due famiglie di pittori di Mentone molto attive nei secoli XVII e XVIII, che lavoravano per il principe e decoravano la chiesa.\u00bb <\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.menton-presse.fr\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/7-1120x630.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-272272\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L\u2019opera di Orazio de Ferrari \u00a9 Romain Boisaubert \/ Menton-Presse<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c'\u00e8 la protagonista indiscussa: un grande quadro, che David Rousseau presenta come <em>\u00ab una grande opera d\u2019arte \u00bb<\/em>, realizzato da Orazio de Ferrari, noto pittore genovese, onorato da Luigi XIII nel momento in cui il principe di Monaco si avvicinava alla Francia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.menton-presse.fr\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/8-1120x630.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-272264\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La cappella Sainte-D\u00e9vote \u00a9 Romain Boisaubert \/ Menton-Presse<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro punto di interesse \u00e8 la cappella Sainte-D\u00e9vote, patrona di Monaco. <em>\u00ab \u00c8 quella del principe, all\u2019interno della basilica \u00bb.\u00bb<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro di lei, Monaco appare cos\u00ec come era visto nel XVIII secolo: un frammento di geografia fissato nella pittura.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un tetto che non \u00e8 pi\u00f9 quello originario?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La volta attuale non risale al XVII secolo. Nel 1887, un forte terremoto colpisce la Liguria e Mentone. <em>\u00ab La volta cadr\u00e0 parzialmente e si spezzer\u00e0\u00bb.\u00bb <\/em>Il risultato? La navata fu decorata nel XIX secolo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.menton-presse.fr\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/6-1120x630.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-272271\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La tela originale \u00a9 Romain Boisaubert \/ Menton-Presse<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.menton-presse.fr\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/5-1120x630.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-272270\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La raffigurazione dopo il terremoto \u00a9 Romain Boisaubert \/ Menton-Presse<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.menton-presse.fr\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/4-1-1120x630.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-272269\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La croce processionale \u00a9 Romain Boisaubert \/ Menton-Presse<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli oggetti che catturano l\u2019immaginazione c\u2019\u00e8 una croce processionale la cui spiga, secondo la tradizione, sarebbe una lancia ottomana riportata dalla battaglia di Lepanto (XVI secolo). La principessa partecipa a questo evento \u2013 <em>\u00abSi dice che sette abitanti di Mentone siano morti l\u00ec.\u00bb<\/em> \u2013 e che due spade turche sarebbero state riportate, una delle quali sarebbe stata utilizzata per fabbricare questa croce.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019ombrello rosso e giallo, il segno discreto delle basiliche<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro dettaglio conferma lo status del luogo. Questo ombrello, un parapluio cerimoniale, giallo e rosso. \u00c8 aperto solo durante la presenza del Papa e serviva, in origine, a proteggerlo dal sole. A Mentone, <em>\u00ab L\u2019abbiamo scelto molto grande \u00bb<\/em>, Un chiaro accenno alla nostra luce locale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019orgue, impressionante, non \u00e8 collocato sopra l\u2019ingresso come in molte altre chiese. A Saint-Michel Archange \u00e8 collocato in modo diverso e risale al XVII secolo. Un dono di una famiglia della zona, come molti altri elementi dell\u2019edificio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.menton-presse.fr\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/9-1120x630.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-272267\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L\u2019orgue \u00a9 Romain Boisaubert \/ Menton-Presse<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per alleviare le finanze, il principe vendeva le cappelle alle famiglie che le finanziavano e le arredava, poi le utilizzava come luoghi di sepoltura. Un altro fatto significativo \u00e8 che i Mentonnais stessi avrebbero votato tasse supplementari per accelerare la fine del cantiere. Un gesto raro, quasi inconcepibile in questi giorni, ma che dimostra quanto Saint-Michel fosse un\u2019avventura collettiva!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la basilica, la cui impressionante campana, voluta dalla Principale, raggiunge i 60 metri di altezza, rimane il luogo principale di visita. Circa 100.000 visitatori attraversano le sue porte ogni anno. La piazza e la basilica formano un tutt\u2019uno. <em>\u00ab una delle pi\u00f9 belle vedute barocche \u00bb <\/em>tra la Francia e l'Italia, con questa apertura eccezionale sulla Mediterranea.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grande edificio del patrimonio mentonense costruito nel XVII secolo, la Basilica di San Michele Arcangelo occupa una posizione singolare nella storia urbana e religiosa della citt\u00e0. Diventata \u00abbasilica minore\u00bb nel 1999, conserva opere d'arte eccezionali e tracce rare della costruzione di una citt\u00e0 sotto influenza monegasca. 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