{"id":285887,"date":"2026-06-27T21:14:19","date_gmt":"2026-06-27T19:14:19","guid":{"rendered":"https:\/\/nicepresse.com\/?p=285887"},"modified":"2026-06-27T22:32:12","modified_gmt":"2026-06-27T20:32:12","slug":"sala-melanie-polizia-menton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.menton-presse.fr\/it\/vie-locale-societe\/salle-melanie-police-menton\/","title":{"rendered":"A Menton, i poliziotti aprono una stanza pensata come una camera per bambini per raccogliere i testimoni difficili"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Inaugurata marted\u00ec 23 giugno in rue des S\u0153urs Munet, la sala M\u00e9lanie \u00e8 uno spazio appositamente attrezzato per ascoltare i minori vittime di violenza. Yannick Dupin, responsabile del servizio della circoscrizione della Polizia Nazionale di Menton, ci spiega i contorni di questo nuovo dispositivo. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giocattoli sulle mensole, bambole in un angolo, piccoli divanetti. Nulla che rifletta l\u2019atmosfera di un commissariato. Eppure \u00e8 proprio la polizia nazionale che ha appena aperto a Menton la sua prima sala, Melanie, competente anche per Roquebrune-Cap-Martin e Beausoleil. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab <em>Eravamo un po\u2019 i cattivi studenti, ma il capitolato era cos\u00ec complicato da rispettare che non potevamo farlo prima.<\/em> \u00bb riconosce Yannick Dupin, responsabile del servizio della circoscrizione, nel <em><a href=\"https:\/\/www.menton-presse.fr\/it\/\">Menton-Presse<\/a><\/em>. \u00ab <em>\u00c8 davvero una grande conquista per il territorio.<\/em> \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro questo nome c\u2019\u00e8 una storia. La sala porta infatti il nome della prima ragazza a beneficiare del dispositivo, circa venti anni fa. Il principio, che da allora si \u00e8 diffuso in tutta la Francia, consiste nel <em>\u00ab raccogliere le testimonianze di vittime di et\u00e0 compresa tra i 2 e i 10 anni, che siano per reati sessuali, violenza domestica, molestie o maltrattamenti \u00bb.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un luogo pensato nei minimi dettagli<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle stanze \u00e8 stata progettata soprattutto per rassicurare il bambino. All\u2019interno si trova una casa di bambole, che permette di indicare dove si sono svolti gli eventi (cucina, camera, soggiorno\u2026) utilizzando figurine che rappresentano il padre, la madre e il bambino. A queste si aggiungono figurine specifiche, non disponibili al pubblico, che aiutano il bambino a raccontare quello che ha subito senza dover trovare le parole.<\/p>\n\n\n\n<iframe src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FPoliceNat06%2Fposts%2Fpfbid0hE5jzQSaQ5VSGt5Bw7qHjT7ZSm4uAFAgWn7hNNaUayx79Rxe8dAUzpdJx7RxYG2Bl&#038;show_text=true&#038;width=500\" width=\"500\" height=\"781\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"true\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share\"><\/iframe>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro dettaglio ben pensato: una tavola bassa in vetro\u00ab.\u00ab <em>Consente di vedere i gesti anche sotto la pelle<\/em> \u00bb spiega Yannick Dupin. <em>\u00ab A causa della loro giovane et\u00e0, a volte parlano pi\u00f9 con il corpo che con le parole.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019audizione segue invece un protocollo ben definito. Un investigatore ascolta la parola dell\u2019infanzia, la lascia esprimersi e la riprende. Dietro una vetrina senza barriere, un altro investigatore pilota la telecamera che registra il suono e l\u2019immagine e gli chiede, se necessario, delle domande tramite auricolare. L\u2019intero processo viene poi registrato su verbale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gi\u00e0 cinque audizioni e primi risultati<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il commissario, il dispositivo ha due obiettivi. \u00ab <em>Da un lato, la protezione dell\u2019infanzia. Questo gli impedisce di ripetere i fatti. Li racconta una volta sola.<\/em>. <em>\u00c8 molto doloroso. Una volta che tutto \u00e8 registrato, non sar\u00e0 pi\u00f9 necessario chiederlo. <\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altro canto, una migliore qualit\u00e0 del processo giudiziario, favorita da una testimonianza che si libera pi\u00f9 facilmente, in un contesto rilassante.\u00ab <em>Andare in un commissariato pu\u00f2 essere molto traumatico. Ci sono molti adulti, c\u2019\u00e8 chi urla\u2026<\/em> \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Installata in un locale della polizia abbandonato da una decina di anni e completamente ristrutturato, la sala ha tutto quello che ci si aspetta da un appartamento normale. Sebbene l\u2019inaugurazione ufficiale si sia tenuta marted\u00ec 23 giugno, in presenza del procuratore e della direzione regionale della PN, in realt\u00e0 \u00e8 operativa da diversi mesi. \u00c8 gi\u00e0 stata utilizzata cinque volte, con <em>\u00ab Risultati molto positivi \u00bb.\u00bb<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugur\u00e9e mardi 23 juin rue des S\u0153urs Munet, la salle M\u00e9lanie est un espace sp\u00e9cialement am\u00e9nag\u00e9 pour entendre les mineurs victimes de violences. Yannick Dupin, chef de service de la circonscription de Police Nationale de Menton, nous explique les contours de ce nouveau dispositif. 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