Questo articolo è tratto da RIFIFI, la nostra rubrica del giovedì dedicata alle indiscrezioni politiche. Da scoprire qui.
Considerata l’attuale situazione giudiziaria nella città dei limoni, alcuni avrebbero potuto prevedere un rapporto più duro. La Corte regionale dei conti renda pubblico il proprio documento – certamente con qualche aggiunta – il 19 giugno per quanto riguarda la gestione di Mentone (esercizio 2017 e successivi).
I magistrati finanziari riconoscevano « un miglioramento generale della sua situazione » e un certo disavanzo. Per sostenere il costo della sua attività, la comunità ha dovuto soprattutto vendere i gioielli di famiglia, anche se, ovviamente, la cessione di beni pubblici « non costituisce una risorsa duratura »…
La municipalità spende ancora troppo per la sua massa salariale, con assunzioni che sono aumentate vertiginosamente — senza parlare, con la formulazione gentile di cui la CRC è consuetudine, della « retribuzione per le ore supplementari in condizioni giuridicamente contestabili ». Analogamente, questi reparti ben equipaggiati subiscono una « deficit strutturale della leadership »: In concreto, l’amministrazione avrebbe dovuto affrontare una « instabilità cronica ».
Non più piacevoli, gli esperti di Marsiglia denunciano « montaggi contrattuali rischiosi decisi nell’impreparazione ». I quali a volte sarebbero stati firmati « con troppa benevolenza nei confronti dei privati », in modo « poco protettiva degli interessi della comunità ». A pochi mesi dalle elezioni, Yves Juhel ha promesso, in una lettera Inviato alla CRC il 16 aprile « La città ha già avviato misure correttive che proseguiranno ».

