Qualche settimana dopo il nostro reportage nei loro orti, Christelle e Christophe Sacchelli si sono stabiliti nei giardini Biovès per la Fête du Citron. Il duo di produttori di Menton vende direttamente i suoi agrumi IGP e frutta non classificata.
Li avevamo incontrati Qualche settimana fa sulle loro terre, In alto a Menton, tra i ruderi consolidati e gli alberi piantati dopo il loro ritorno sulla terra nel 2007. Nei giardini Biovès l’atmosfera non è la stessa. Agrumi in abbondanza. Kumquats brillanti, cedri fragranti, bergamotti densi, arance amare, limoni caviar dai riflessi brillanti…

Sulla tavola convivono due mondi. I cartoni neri con il marchio IGP. Al loro fianco, i frutti chiamati «declassati». Eppure sono gli stessi alberi, lo stesso sole, la stessa terra.
« Per fare la confettura è l’ideale. Sono molto belli, a due euro in meno. L’IGP è la qualità. Su un stesso albero ci sono di tutto».»
La star di quest'anno? Il kumquat
Quest’anno, un agrume inaspettato conquista la ribalta davanti al limone. « Grande varietà per il kumquat. Dev'essere stato qualcosa nei network. La gente li mangia come dolcetti.»
L’oro giallo, invece, rimane la valuta sicura. È stato quello che ha strutturato l’attività e che ha permesso al domaine di ritrovare una redditività, nonostante la pressione dei prezzi e le normative severe.
Per Christelle e Christophe la Festa del Citron è una respirazione. I produttori ritrovano il cliente. « Quello che porta il mondo è non il tema, ma il tempo » Christophe si allontana guardando il cielo azzurro.
Consigli che conquistano
Nel fervore del mercato, Christelle si prende cura di parlare della raccolta, delle differenze di gusto e delle varietà esotiche piantate negli ultimi anni. Quando è sul posto, tra due tornate nel vigneto, Christophe prende il testimone. « Le giornate sono lunghe, ma si tiene il sorriso».»

Davanti allo stand, gli scambi continuano. « Non si vede questo nei supermercati » confida una cliente, proveniente da Roquebrune. « Là, si parla con coloro che li hanno coltivati. Si capisce la differenza.»
Di nuovo con un sacchetto pieno per la famiglia e alcuni «declassati» per delle confetture fatte in casa. « Comunque, almeno sappiamo davvero cosa mangiamo ! »

