A La Turbie, la chiesa di San Michele Arcangelo domina il vecchio villagio, a due passi dal mare. prestigioso Trofeo di Augusto. Costruita tra il 1764 e il 1777, essa sarebbe stata costruita con le pietre dell’antica fortificazione che circondava il monumento romano, distrutto all’inizio del XVIII secolo.
Da un lato il Trofeo di Augusto, eretto sopra Monaco e la costa mediterranea; dall’altro Saint-Michel-Archange, riconoscibile per il suo campanile a cupola e le sue tegole verniciate. Il legame tra i due? « Sta dentro la pietra » lancia il discorso al microfono di Menton-Presse Antide Viand, l’amministratore dei monumenti nazionali responsabile del settore delle Alpi-Marittime.

Perché prima di servire da riserva di materiali, il Trofeo di Augusto fu prima uno dei grandi messaggi di Roma nelle Alpi. Eretto nel 7-6 a.C., celebrava la vittoria di Augusto sugli ultimi popoli alpini e l’apertura della Via Julia Augusta.
« Non è un edificio, non si entra dentro. Bisogna immaginare questo come una gigantesca scultura, un monumento commemorativo.»
Perché la chiesa di La Turbie conserva resti dell’Impero romano
Nel 1763 la comunità turbiasca decide di costruire una nuova chiesa. L’antica chiesa romanica, ormai obsoleta, è ritenuta troppo lontana dal borgo. I lavori iniziano l’anno successivo e si concludono nel 1777.

«Per costruire l’edificio, i costruttori sfruttano i blocchi di calcare bianco dell’antico castello, questa fortificazione medievale formata intorno al Trofeo di Augusto.»
Questo forte era stato fatto esplodere nel 1705 su ordine di Luigi XIV, nel momento in cui il re di Francia attaccava le fortificazioni dei duchi di Savoia. Questo episodio ha segnato profondamente il destino del sito.

« Questa ditta di demolizione ha riportato alla luce ciò che rimaneva del Trofeo di Augusto, di cui si era persino dimenticato l’esistenza » Lo spiega Antide Viand. Parte dei blocchi verrà poi riutilizzata nel villaggio, soprattutto per Saint-Michel-Archange.
All’interno del monumento: una capolavoro del barocco nicese conservato
I progetti dell’edificio religioso sono attribuibili al progettista Antonio Spinelli. Essa è infatti oggi considerata un esempio tipico del barocco di Nizza.

La sua facciata curva, volutamente sobria, compensa la piccola superficie. All’interno, lo spazio si espande in un ampio volume, prolungato dal coro. Sei cappelle laterali animano la visita.

« L’ambientazione rimane di grande purezza, priva di sovraccarichi».» Un antico pannello informativo invita addirittura a notare la purezza delle linee e l’assenza di dorature che arricchiscono ma aumentano il peso.
All’esterno, lo sguardo si dirige rapidamente verso il campanile a cupola, ricoperto di tegole policrome verniciate. Ne ospita quattro, rivolte verso i punti cardinali, tra cui Santa Maria, datata 1774. Sulla sommità, una bilancia ricorda anche una delle figure di San Michele, arcangelo dei combattimenti celesti, ma anche pesatore delle anime.

La chiesa conserva anche numerose opere di pregio. Il suo altare maggiore proviene dall’antica abbazia di Saint-Pons, vicino a Nizza, devastata dalla Rivoluzione.
Triptychi del 1621, una tavola della comunione in onice e agata, nonché diverse tele e bozzoli dorati arricchiscono ulteriormente le cappelle, la navata e il coro. « Classata monumento storico dal 21 gennaio 1938, Saint-Michel-Archange, insieme al Trofeo di Augusto, forma uno dei complessi patrimoniali più singolari di La Turbie.»

