A venti minuti dal confine, la Liguria racchiude in pochi chilometri tutto ciò che si cerca molto più lontano: una città da festival, villaggi da cartolina, la più bella pista ciclabile d’Italia, fondali popolati di relitti e una cucina che profuma di olio d’oliva. Ecco cinque motivi per passare il ponte di San Lorenzo questo fine settimana, senza portare la valigia.
I Mentonais ne sono ben consapevoli Vintimille per il suo mercato di venerdì e Sanremo per il suo casinò. Non conoscono bene quello che c’è dietro, da Bordighera a Imperia, dove le montagne si tuffano nel Mediterraneo e dove ogni tramonto sembra uscire da un quadro.
La Riviera dei Fiori si scopre in una giornata, si esplora in tre, si vive in cinque. Un week-end è sufficiente per capire il perché.
1. Sanremo, per un aperitivo di fronte al mare e un villaggio di artisti
La città emblematica della Riviera si percorre a piedi in un pomeriggio: il casino, il teatro Ariston, tempio del festival della canzone italiana, gli ulivi sul lungomare. Poi si sale a La Pigna, il centro storico appollaiato sulla collina, labirinto di archi, scalini e scorci sul blu. L’aperitivo si prende sulla piazza Bresca prima del pranzo.

A pochi minuti di auto, Bussana Vecchia merita una visita: questa borgata abbandonata dopo un terremoto è stata riportata in vita da artisti che hanno trasformato le case in rovina in laboratori e luoghi di creazione. Qui si passeggia tra sculture e ceramiche, in un’atmosfera sospesa.
2. I villaggi dell’entroterra, per Monet, un sbarramento e una principessa
A mezz’ora di costa, la valle della Nervia ospita i suoi borghi medievali. Dolceacqua, con il suo castello dei Doria e il suo ponte a forma di scimmia dipinto da Monet, è la più famosa. Apricale, perché sul suo promontorio si possono visitare le placette di pietra, il suo Castello della Lucertola e un sabayon al bugie, questi beignets liguri, presso Bacì, l’istituzione del borgo. Perinaldo offre panorami che si estendono fino alla Costa Azzurra.

Più in alto, Triora, la «città delle streghe», custodisce il ricordo dei processi del XVI secolo, mentre Seborga coltiva con serietà la sua fantasia: una principata auto-proclamata, con la sua moneta, il luigino. E per i camminatori, le Alpi liguri trasformano in poco più di un’ora le spiagge nei cime.
3. La pista ciclabile, per 45 chilometri senza una macchina
È l’attributo più noto della Riviera dei Fiori, e per una buona ragione: la vecchia linea ferroviaria costiera riconvertita Connette ora Ospedaletti a Andora su circa 45 chilometri, In terreni pianeggianti, con spiagge, porti di pesca e bar direttamente sul percorso. Sezioni distaccate, da Bordighera verso Vallecrosia, Camporosso e Vintimille, oppure da Camporosso a Dolceacqua, completano l'itinerario sul versante frontiera.

In questo tratto si possono incontrare noleggiatori di biciclette, elettriche, tandem e roulotte. Dal giugno scorso l’Incompiuta, il tratto lungo tempo in disuso tra Diano Marina e Imperia ai piedi del promontorio di Capo Berta, è finalmente aperto, consentendo così di percorrere l’intero itinerario.
4. Sotto la superficie, per gorgonie rosse e relitti di guerra
È la ragione per cui i Mentonais sospettano di meno. Il mare che contemplano dalla Promenade du Soleil nasconde, sul versante italiano, fondali di rara ricchezza. Dalla frontiera, l’area marina protetta di Capo Mortola, prolungamento dei giardini Hanbury, mescola scogli, sorgenti d’acqua dolce e pianure coralligeniche tra i 18 e i 33 metri, popolate di coralli, scogli e gorgonie rosse.

Per le famiglie, Capo Sant’Ampelio a Bordighera è ideale per praticare snorkeling accessibile a tutti, mentre le scogliere di Santo Stefano al Mare possono essere visitate con maschera e tuba o in kayak durante escursioni guidate, due volte al giorno da giugno a settembre, a partire dai sei anni d’età. I sub esperti potranno raggiungere il promontorio di Santo Stefano, uno dei gioielli della parte occidentale del Mediterraneo.
Le reliquie sono l’elemento principale dello spettacolo. Un bombardiere Fiat BR-20 posizionato a 47 metri al largo di Santo Stefano, i motori a stella ancora intatti, una barca tedesca affondata nel 1943 davanti a Cervo, un elicottero militare britannico affondato nel 1993 vicino a Bordighera. E per chi preferisce rimanere al sicuro, il MURR di Santo Stefano al Mare, museo delle reliquie romane, trasmette in diretta le immersioni sul sito antico.
5. Imperia, per una passeggiata e un piatto
La capitale della Riviera dei Fiori ha due anime, Porto Maurizio e Oneglia, e si può scoprire a piedi. La Promenade des Amoureux, dieci minuti tra ulivi, lavanda e rosmarino, dedicata a un giovane combattente caduto nel 1944, termina di fronte al tramonto. La lunga banchina del porto di Oneglia, aperta al pubblico, dà quasi l’impressione di camminare nel mezzo del mare, con le arcate di Calata Cuneo alle spalle e il promontorio del Parasio sullo sfondo.

E come ovunque sulla Riviera, la gastronomia fa parte del viaggio: olio d’oliva taggiasca, pesto, sardenaira appena sfornata, pesce fresco e vini liguri, una cucina semplice, autentica e raffinata allo stesso tempo. La vera ragione di tornare.

