Un foyer su due nelle Alpi-Marittime ha pagato almeno una volta con la carta in un negozio italiano nel 2024, per un totale di 960 euro in media. Tre su dieci hanno fatto lo stesso a Monaco. Il tabacco pesa il 17 % % della nota nella Liguria e i ristoranti alimentari quasi un terzo. Lo rivela uno studio inedito dell’Insee, pubblicata giovedì 10 settembre a partire da dati bancari.
Nessuno a Menton ignora che la frontiera è attraversata per comprare sigarette o una pizza. Vintimille. Per la prima volta l’Insee fornisce dati su questo comportamento, grazie a un campione di pagamenti con carta di credito fornito dal Crédit Mutuel Alliance Fédérale.
Sono conteggiati solo gli acquisti effettuati fisicamente nel negozio, esclusi gli ordini online e i ritiri in contanti.
Un terzo dei nuclei familiari, 960 euro all'anno
Nel 2024, 51 % dei nuclei familiari delle Alpi-Marittime hanno effettuato almeno un acquisto in Italia, contro 27 % a livello regionale, 23 % nel Var e 19 % nelle Bouches-du-Rhône. Quelli che attraversano il confine lo fanno in media diciotto volte all’anno presso la cassa, per un totale di 960 euro, ben al di sopra dei 740 euro della media regionale.
À Monaco, 30 % dei nuclei familiari del dipartimento hanno effettuato almeno un acquisto nell’anno, sei o sette operazioni e un importo medio di 610 euro, contro sei % dei veronesi e quattro % dei residenti delle Bouches-du-Rhône.
Il risultato? I Maralpins rappresentano da soli il 60% % di quanto la regione spende in questi due paesi, il 54% % per l’Italia e l’87% % per la Principauté. Questi acquisti dall’altra parte del confine rappresentano il 6,4 % % del loro totale di acquisti in contanti con carta, un livello che rimane lontano da quello della Moselle (14 %) o delle Pirenei Orientali (12 %).
Il tabacco, 17 % della nota
Gli hotel e i ristoranti rappresentano il 26% % delle spese regionali in Italia, due volte più che in Francia. Il profilo è inizialmente turistico, e 42 % degli acquisti dei Maralpin vengono effettuati nel fine settimana. Ma un dato segnala qualcosa di diverso. Gli uffici di tabacco italiani assorbono il 14% % delle spese dei nuclei familiari della regione, e fino a 17 % per quelli delle Alpi Marittime e del Var, contro 2 % in Francia.

L’Insee constata che il pacchetto costa « in genere due volte meno caro » In Italia, e questi acquisti sono aumentati di oltre il 35 % tra il 2023 e il 2024. Due spiegazioni avanzate dall’istituto: un aumento dei prezzi più forte in Francia e il decreto di marzo 2024 che ha eliminato la quantità massima di tabacco che un privato può portare da un altro paese dell’Unione europea.
Una constatazione che coincide quello del buralista di Menton e del deputato Gabriel Tomatis, che denunciano una concorrenza frontale alimentata dalla tassazione.
Corse dall’altra parte della frontiera
Un’altra caratteristica del dipartimento è che i Maralpin non si limitano a consumare come turisti. I negozi di alimentari, compresi i supermercati, rappresentano il 31% % delle loro spese in Italia e il 28% % a Monaco, una proporzione simile a quella dei loro acquisti in Francia (32 %%).
Per l’Italia, l’Insee lo vede come l’effetto del prezzo di alcuni prodotti, « in particolare l’alcool. » Per Monaco, quello relativo al numero di lavoratori frontalieri. Anche l’abbigliamento e le scarpe pesano più del previsto in Francia: 8 % in Italia, 12 % nella Principauté.
A Monaco, i confini vengono tracciati a matita
Sulle Rocce la spesa è concentrata tra poche mani. I consumatori « molto regolari », Questi ultimi, che rappresentano solo il 3 % dei nuclei familiari regionali che hanno pagato un acquisto, generano il 40 % dei relativi importi.
Negli Alpi-Marittimi, questi rappresentano 4 % dei punti vendita della Principauté; acquistano preferibilmente durante la settimana, effettuano 168 transazioni all’anno e lasciano in cassa una media di 7.180 euro. Il profilo del dipendente frontaliero che pranza, fa la spesa e prende il caffè nel proprio luogo di lavoro.
In Italia, invece, il 58% % delle spese proviene da consumatori occasionali, che si recano lì meno di un mese su due, principalmente nel fine settimana e in estate.

