In rovina, trasformata e magnificata nel corso degli anni, la chiesa di Santa Maria degli Angeli a Sanremo ha vissuto mille vite dal XV secolo. Scoprite i suoi segreti racchiusi in una storia tanto ricca quanto movimentata. Menton-Presse vi fa visitare…
La sua facciata verde tenue, decorata con stucchi in stile barocco e con tocchi di giallo che sfiorano il dorato, non passa inosservata, tutt’altro. Situata sulla piazza Colombo, in un quartiere ricco di case del XIX secolo e di costruzioni postbelliche, la chiesa di Santa Maria degli Angeli esiste dal XV secolo. Ha dovuto attraversare le epoche, non senza pericoli.

L’Ordine dei Fratelli Minori Osservanti si stabilì a Sanremo negli anni 1460. Qui costruì un monastero e l’edificio religioso in questione, di stile gotico. Una piccola meraviglia in un territorio ancora poco urbanizzato, noto per i suoi giardini e i suoi limoni. La relativa tranquillità durò 200 anni.
In rovina nel XVIII secolo


È a partire dal XVII secolo che la sua storia iniziò a diventare movimentata. I francescani cedettero al convento dei Padri riformati e alle sue proprietà. Il palazzo fu poi dotato di due nuove cappelle. Nel XVIII secolo, questo edificio era ormai in rovina. In rovina, fu presa la decisione di demolirlo e ricostruirlo su un nuovo sito.
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Ma questo non fu la fine delle vicissitudini di questo sito. Con l’arrivo di Napoleone I°, il dominio perse la sua funzione principale e divenne un ospedale civile. L’edificio della chiesa rimase invece un luogo di culto. Tutti questi cambiamenti hanno richiesto numerosi adeguamenti per far fronte alle pandemie di colera e di vaiolo. In questo modo, esso servì come struttura sanitaria fino alla fine del XIX secolo!
Quanto alla Santa Maria degli Angeli, non è ancora finita la sua penosa storia. Dopo i lavori importanti realizzati nel 1765, subisce le conseguenze del terremoto del 23 febbraio 1887 che causa gravi danni alle volte, ricostruite in legno, e al campanile. Il campanile infatti è andato definitivamente perduto quel giorno…
Il Cristo rappresentato in cartone

I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale hanno poi causato la distruzione del tetto, la distruzione di parte dei muri e della facciata.
Non risparmiando, l’edificio conserva comunque numerose gemme per gli amanti dell’arte. Sculture, quadri, altare in marmo e vetri colorati arricchiscono piacevolmente l’ambiente.
Ma ciò che sicuramente segnerà la vostra visita sarà questa particolarità unica che deve parte della sua notorietà a questo aspetto.
Sotto una tela della prima cappella si scopre una vetrina contenente una rappresentazione in cartone dipinta della sepoltura di Cristo. Una creazione che deve a un artigiano lombardo sconosciuto.

