L’ultima costruzione prima della frontiera italiana, la Villa Maria Serena e il suo lussuoso giardino fanno parte dei simboli del patrimonio mentonese. Christophe Canlers, specialista di questi luoghi, ci apre le porte Le porte di quella che viene chiamata «la piccola Africa».»
Il mare da un lato, le scogliere dall’altro, e una flora esotica senza fine. « È un riflesso del patrimonio della città, forse anche una vetrina » sottolinea nel Menton-Presse Christophe Canlers, guida-conferenziatore e interprete per la direzione dei giardini d’eccezione. Perché Maria Serena non è solo un bel paesaggio vegetale. « È un luogo dove si incontrano la storia aristocratica della città e la sua passione per la botanica.»

Nel 1885 il primo proprietario, Louis Alexandre Foucher de Careil, senatore e ambasciatore della Francia in Austria-Ungheria, si dedicò a questo settore, allora composto da terrazzamenti agricoli, olivi, orti e agrumeti.
« A Menton, non cercare il piatto del paese » Christophe Canlers glisse con un sorriso. « Da molto tempo si dice che la città abbia la testa tra i cieli e i piedi in mare.»
Il segreto della «piccola Africa»? Un forno solare naturale unico al mondo
Il giardino deve molto al suo clima. Mentone ne riserva una delle sue grandi peculiarità: una dolcezza umida in inverno e condizioni quasi subtropicali in estate. « Siete qui in un forno solare » il riassume il manuale.
Per il comfort dei visitatori, inoltre, organizza alcune visite estive la sera, verso le 20:30, quando la temperatura cala e i colori si posano sulla costa.




In questi viali le piante raccontano il mondo. Bananier del Giappone, strelitzias, cycas, ricin, palme rare, albero-aragosta proveniente dall’Australia… Le specie si susseguono come un libretto di viaggio. Alcune sono spettacolari, altre più discreti.
E a volte anche pericolose. « Senza saperlo, siamo passati davanti a una delle piante più terrificanti del mondo, eppure è assolutamente elegante» Christophe Canlers si rialza davanti a un ricin.
Il sito ospita anche specie particolarmente vulnerabili, come un araucario, un raro albero di palma. « Questo dimostra che abbiamo qui un microclima assolutamente eccezionale.»
Come questo gioiello privato è diventato uno dei simboli di Menton
Dopo Foucher de Careil, Maria Serena passò nel 1922 nelle mani di Henry Konig, un ricco banchiere britannico. Fu lui a dare al giardino una parte del suo aspetto attuale.
Prima di lasciare definitivamente la lussuosa residenza, lascia dietro di sé una frase ormai celebre. « Dopo aver trascorso diciassette anni felici in questa bellissima città di Mentone, le lascio Maria Serena come garanzia della mia riconoscenza.»

La proprietà fu donata alla città nel 1947. « Henry Konig avrebbe prima proposto l’intero appezzamento al suo giardiniere, il signor Moraldo. Quest’ultimo avrebbe rifiutato, poiché non aveva i mezzi per mantenere una proprietà del genere, e solo accettato un appezzamento situato sopra la ferrovia, nel luogo attuale del Mirazur.»
Da diversi anni la villa conserva un uso prevalentemente protocolarizzato, con ricevimenti ufficiali. Il suo parco, invece, riscuote un grande successo tra i visitatori. Infatti, si inserisce in questa serie di esclusive strutture che definiscono l’identità di Mentone e che potrebbero presto essere inseriti nel patrimonio dell’UNESCO.

