Sulla spiaggia di Carnolès, il Centro di Vela di Roquebrune-Cap-Martin coltiva da mezzo secolo il gusto del mare. Alle sue spalle, una manciata di volontari, centoventi soci e l’ambizione di fare più grande, con una regata transfrontaliera con l’Italia fino all’arrivo del wing foil.
Olimpiadi d’oro per gli atleti italiani: gli ottimisti che tirano fuori i bordi, i catamarani allineati alla loro remora, un grande veliero che balena al molo. Di fronte alla grande blu, la vela si vede tutto l’anno Roquebrune-Cap-Martin.
Centoventi aderenti e bambini sull’acqua
« Completiamo la municipalità nella parte sportiva » Riassume nel Menton-Presse Il presidente Kevin Jausseran, accompagnato dal segretario Gilles Dal Fabbro e dal tesoriere Anthony Mirarchi. École française de voile, scuola di sport, ma anche nautica ricreativa: la casa conta circa 120 iscritti.
Dal punto di vista dei giovani, due generazioni condividono il lago. I più piccoli, dai 7 ai 12 anni, si preparano per le famose optimist. I ragazzi, dai 13 ai 18 anni, invece, si lanciano sui catamarani. Nacra.

Una piantagione che fa battere il cuore. Portata dal suo allenatore Philippe-Alexandre Valery, ha ottenuto questa stagione un terzo posto nel campionato regionale e due posti ai Campionati di Francia.
Una regata per collegare Roquebrune, Menton e l’Italia
Ma forse è là fuori che si gioca il futuro. Il club sta lavorando a un progetto a suo modo, una regata transfrontaliera organizzata con Mentone e le città costiere dell’agglomerato, ma anche con i club italiani di Bordighera e Vintimille.
Programmata dal 24 al 26 luglio, la prova deve partire da Bordighera per poi girare una bozza al largo del Cap Martin, nella baia di Roquebrune.
Un equipaggio locale e un equipaggio mentonnaio sono in attesa su questi velieri abitabili che il club intende ora mettere in luce. Con l’obiettivo di attirare i concorrenti « fino alla nostra bella baia. »
Il wing foil, nuova corda per l’arco
Un altro progetto, più aerodinamico. La wing foil, questa tavola che sembra volare sopra l’acqua, entra nel club. Una disciplina relativamente recente nella Federazione francese di vela, che rimane rara nel dipartimento.
Con tre tavole già in magazzino, destinate al momento solo agli adulti in fase di iniziazione, la struttura intende renderla una sezione a sé stante. « Il materiale costa caro e rimane fragile » I dirigenti lo riconoscono, ma l’entusiasmo è comunque presente.
L’obiettivo, ora, è quello di « riunire praticanti ancora isolati, ognuno nel proprio angolo. » Una sfida che il club intende affrontare, supportato da minibus e zodiaci.
Cinquant’anni dopo i suoi esordi sulla sabbia di Carnolès, la casa non ha perso nulla delle sue ambizioni. « Vogliamo tornare al livello nazionale e tornare in prima linea » Sorrise Kevin Jausseran.

