A Menton, il secondo turno delle elezioni comunali si disputerà a tre candidati. Mentre a destra Sandra Paire (19,74 %) e Louis Sarkozy (18,01 %) hanno siglato un’alleanza contro la deputata del RN Alexandra Masson (36,25 %), Florent Champion (DVD, 15,09 %) ha scelto di rimanere. Una scelta criticata, che spiega così: Menton-Presse.
Il giorno dopo il primo turno, l’equazione sembrava quasi scontata: tre liste di destra, vicine l’una all’altra, di fronte a una candidata del RN che era in testa e favorita in tutto il corso della campagna elettorale. Per Florent Champion, la risposta era chiara. « L'unica possibilità che sarebbe stata intelligente per la città sarebbe stata un'alleanza a tre».»
Ma non in qualsiasi circostanza. L’ex assessore alle finanze e alle politiche sociali del partito di opposizione Yves Juhel si giustifica.
« L'unica soluzione: un candidato senza fissa dimora »
«Era necessario evitare questa dispersione legata agli ego. L’unica soluzione era una lista di candidati neutrale, in grado di stabilire un collegamento tra le diverse sensibilità.» Un compromesso, che secondo lui avrebbe consentito di garantire una governance stabile nel lungo periodo. « Non si può gestire una città per sette anni con tre persone che vogliono essere sindaci. Non è serio.»
🟡 Dopo una campagna in cui a volte si sono insultati a vicenda, i due candidati tornano sui retroscena del loro accordo, difendendo un «sacrificio necessario» nei confronti del RN di'@A_Masson06#Menton #Municipales2026
— Menton-Presse (@MentonPresse) 19 marzo 2026
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Una soluzione prontamente respinta da Louis Sarkozy e Sandra Paire, come ci ha confermato il primo:
« Non aveva senso. Gli elettori hanno scelto Sandra Paire, in testa alle liste di destra. Inserire una quarta figura, senza punteggio né legittimità derivante dal primo turno, sarebbe stato totalmente fuori luogo. Bisogna rispettare il verdetto delle urne.»
« Una maschera politica »
Secondo Florent Champion, il problema va oltre la semplice questione dell’alleanza. Egli sottolinea un accordo costruito esclusivamente su equilibri di potere. « Hanno ripartito i ruoli tra il sindaco e il primo vice sindaco. Non c’è stato alcun dibattito sul merito».»
Si spinge oltre, denunciando una strategia dettata da interessi a breve termine. « Il solo cemento di questa unione è un calcolo politico.»
Anche nella sua mira c’è la prospettiva dell’inelegibilità di Sandra Paire, che secondo lui peserebbe sull’equilibrio futuro della maggioranza. « Come lavorare serenamente con incognite così pesanti fin dall’inizio?»
« Questo tipo di alleanza alimenta il RN »
Scelgendosi a mantenere la propria posizione, Florent Champion sa che non sarà compreso o seguito da tutti. Alcuni già lo accusano di « giocare a favore del Rassemblement National ».
Una responsabilità che lui respinge. « È proprio questo tipo di alleanza, conclusa in poche ore tra candidati che si opponevano frontalmente, che alimenta il RN.»
E rivendica un altro punto di vista. « Abbiamo scelto la coerenza. Proporre un’alternativa che non sia né il RN né un’unione occasionale.»
In questa configurazione a tre, l’esito del voto rimane incerto. Florent Champion intende conquistare un elettorato sconvolto da questa ricostruzione esplicita. « Chiamo coloro che sono delusi da questa alleanza, gli astenuti, ma anche gli elettori che sono legati a un approccio più coerente a unirsi a noi».»

