Nella «capitale dei giardini», tre eccezionali spazi offrono un rifugio di freschezza durante le intense calore estive. I responsabili e i guide ci aprono le loro porte, per una fuga dal caldo lontano dalla folla e dalla calura.
1. Il Val Rahmeh, la giungla tropicale nel cuore della città
Dietro il suo portale, le scalinate si inoltrano nel una vegetazione insolita bacini, palme, loto, nymphee, frutteti esotici provenienti dall’Asia, dall’Africa o dall’Australia.
Proprietà del Museo nazionale di storia naturale dal 1966, questo terreno di un ettaro e mezzo ospita quasi 1.800 specie tropicali e subtropicali, provenienti da tutto il mondo. « il microclima unico della Riviera » come sottolineava in Menton-Presse il suo responsabile, Christophe Joulin.

Nell’estate, il pezzo forte dello spettacolo è il bacino dei ninfee giganti Victoria, i cui laghetti raggiungono un diametro di due metri. All’ombra dell’albero di palma Phoenix, si viaggia senza lasciare la città, come hanno fatto più di 60.000 visitatori l’anno scorso. E se fossi tu?
2. La Serre de la Madone, il giardino segreto e scosceso
Questo importante sito paesaggistico – antica creazione del botanico Lawrence Johnston – è diventato più selvaggio e più misterioso e sta vivendo una rinascita. Un vasto progetto di restauro, in corso fino al 2027, riporta alla vita la villa, le serre e le terrazze.

Si cammina tra statue dismesse, pergole anticatarse e vedute aperte, in un decor spettacolare e ripido. A breve verranno piantati cento limoni, tra cui una collezione didattica dedicata all’origine del frutto simbolo della città.
«L’obiettivo è di riportarlo al suo antico splendore» Lo affermava nelle nostre colonne Gilles Deparis, direttore dei giardini di Menton, che addirittura sogna, a breve termine, di un’iscrizione presso l’UNESCO.
3. La Villa Maria Serena, la « piccola Africa » al tramonto
L’ultima costruzione prima della frontiera italiana, la Villa Maria Serena merita il suo soprannome di «piccola Africa».

Qui, il mare da un lato, le scogliere dall’altro, e una flora esotica a perdita d’occhio: bananieri del Giappone, strelitzias, cycas, palme rare, albero-aragosta dell’Australia… « Siete qui in un forno solare » Ci confidava il guida-relatore Christophe Canlers, tanto il microclima quanto la qualità dei prodotti spinge le essenze più fragili.
E questo è il luogo ideale per garantire freschezza. Durante l’estate, alcune visite vengono organizzate la sera, verso le 20:30., « quando la temperatura scende e i colori si posano sulla spiaggia.» Un momento sospeso, tra storia aristocratica e passione botanica.

